Cos’è il bullismo: definizione e caratteristiche
Il bullismo è una forma di oppressione attuata da chi detiene più potere ai danni di chi è più vulnerabile, in cui un bambino o un adolescente (o un adulto nel mondo del lavoro) sperimenta per opera di un soggetto prevaricatore una condizione di sofferenza, emarginazione dal gruppo e svalutazione della propria identità.
Un comportamento “bullistico” può essere definito come un tipo di azione che mira deliberatamente a far del male o a danneggiare altri individui. Il bullismo, nelle sue diverse espressioni – fisica, verbale e indiretta – genera numerose conseguenze che condizionano il clima scolastico: delle vittime, di chi assiste alle condotte intimidatorie (complici) e di chi osserva semplicemente la messa in atto dei comportamenti bullistici (osservatori).
Le caratteristiche essenziali del bullismo sono tre:
- intenzionalità
- persistenza nel tempo
- asimmetria di potere
Il bullismo si configura quindi come un comportamento sistematico e ripetuto in una situazione di disuguaglianza di forza e di potere nell’ambito del quale la vittima ha difficoltà nel difendersi. Sono più i maschi ad agire le prepotenze, nel caso di ragazze il fenomeno si manifesta con modalità di tormento più sottili, raffinate e indirette. Per le sue caratteristiche, il bullismo può essere considerato a tutti gli effetti un evento traumatico, in quanto è presente l’elemento della minaccia fisica e psicologica alla persona
Le forme del bullismo: come si manifesta
Esistono diverse forme di bullismo:
Bullismo verbale
Il bullo prende in giro la vittima, dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli, chiamandola con nomi offensivi o minacciandola.
Bullismo psicologico
Il bullo ignora o esclude la vittima completamente dal suo gruppo, oppure mette in giro false voci sul suo conto.
Bullismo fisico
Il bullo colpisce la vittima con colpi, calci o spinte, o la molesta sessualmente.
Cyberbullismo o bullismo online
Il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite social network, whatsapp, Instagram, oppure la fotografa e filma in momenti in cui non desidera essere ripresa, diffondendo poi le immagini per diffamarla, minacciarla o darle fastidio.
Il cyberbullismo: una minaccia senza confini spaziali o temporali
Lo sviluppo e la pervasività delle tecnologie e delle modalità di comunicazione digitale hanno ampliato gli ambiti di esperienza, offrendo nuove opportunità di apprendimento ma anche nuove potenziali fonti di malessere e rischi d’uso improprio fino ad arrivare all’abuso.
Si definisce cyberbullismo: atti di bullismo effettuati tramite canali come i social media, le chat, l’email, i blog e/o i siti web.
Le principali categorie di cyberbullismo sono:
- Molestie (harassment): spedizione ripetuta di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno
- Flaming: messaggi online violenti e volgari mirati a suscitare reazioni verbali nei commenti o nei direct dei social
- Denigrazione: si sparla di qualcuno per danneggiare la sua reputazione sui social o su altri canali come le chat whatsapp
- Sostituzione di persona (impersonation): ci si finge un’altra persona per inviare messaggi o pubblicare contenuti reprensibili
- Rivelazioni (exposure): pubblicazione di informazioni private e/o imbarazzanti su un’altra persona
- Inganno (trickery): si ottiene la fiducia di qualcuno con l’inganno per poi condividere le informazioni confidate
- Esclusione deliberata da un gruppo online per ferire qualcuno
- Cyberstalking: molestie e denigrazioni ripetute e minacciose mirate a incutere paura
Ciò che rende il cyberbullismo particolarmente insidioso:
- presunto anonimato del bullo
- indebolimento delle remore morali: ci si immagina di non essere rintracciabili e di poter diventare “un’altra persona” online
- totale assenza di limiti spazio-temporali
Conseguenze e sintomi psicologici nelle vittime di bullismo
Riconoscere le conseguenze psicologiche del bullismo è fondamentale per intervenire in tempo. Le vittime di bullismo possono manifestare il proprio malessere in diversi modi:
1) Sintomi psicosomatici: chiedono di di andare a scuola per sottrarsi al ruolo di vittima designata, lamentando sintomi fisici come mal di stomaco, mal di testa, incubi e attacchi d’ansia(sintomi reali ma di origine psicologica).
2) Problemi scolastici, disturbi dell’apprendimento, problemi di memoria, difficolta di raggiungere buoni risultati in compiti e funzioni da apprendere a scuola.
3) Evitamento scolastico: paura degli ambienti scolastici e/o di uscire di casa. Talvolta le vittime possono sviluppare fobiee comportamenti di evitamento specifici.
4) Disturbi psicologici: Inoltre,, le vittime possono sviluppare disturbi emotivi e relazionali, e sono più suscettibili a ansia, depressione, isolamento, difficolta di integrazione sociale..
Chi è coinvolto: vittime, bulli, spettatori e antagonisti
Le vittime
Le vittime sono quasi sempre bambini e ragazzi tranquilli, riservati, sensibili, talvolta ansiosi o un pò insicuri. Se sono maschi tendono per indole a non rispondere ad attacchi fisici o verbali. Potrebbero manifestare inoltre preoccupazioni e insicurezze riguardo al loro corpo.
Questi bambini e ragazzi, se attaccati, reagiscono chiudendosi in se stessi. Le vittime potrebbero avere difficolta di integrazione nel gruppo e per questo possono vivere a scuola in una condizione di solitudine e isolamento, trovandosi in situazioni di debolezza che attirano gli atteggiamenti prevaricatori dei bulli.
Un elemento importante da tenere presente: talvolta chi subisce prepotenze spesso non lo dice agli adulti per paura o vergognarsi, inoltre non riescono a manifestare la rabbia e spesso non la riconoscono.
Il bullo: chi è?
Il bullo è un ragazzo apparentemente sicuro di sé, con un forte bisogno di dominare, aggressivo verso i compagni più deboli e talvolta anche verso gli insegnanti. Manifesta grosse difficoltà nel rispettare le regole e una bassa tolleranza alle contrarietà e alla frustrazione.
Altre caratteristiche del bullo sono l’impulsività e già in età precoce possono manifestare comportamenti asociali o antisocialii, poiche mancano di empatia e di comprensione dei propri stessi sentimenti. È importante ricordare che il “bullo” manifesta spesso attraverso il suo comportamento un disagio profondo, che è frequentemente il risultato di difficoltà nella sua famiglia d’origine e di esperienze di traumatizzazione – come assistere a violenza domestica o avere modelli genitoriali maltrattanti. In questo senso, il suo comportamento è una manifestazione di debolezza, insicurezza e disagio: una richiesta di aiuto indiretta.
Gli spettatori: chi sono?
Gli atti di bullismo accadono spesso all’interno della scuola sotto gli occhi dei compagni. Gli “spettatori” che ridono e incoraggiano i bulli a continuare, più o meno volontariamente, finiscono per sostenere e rinforzare il comportamento prevaricatorio. Tra questi sono presenti anche ragazzi insicuri che in altre situazioni possono ricoprire il ruolo di vittima.La maggioranza dei ragazzi assiste inconsapevole e con indifferenza.
Gli antagonisti: chi sono?
Fortunatamente alcuni spettatori provano un senso di ingiustizia profondo e si oppongono alle sopraffazioni a cui assistono, intervenendo direttamente in difesa del compagno
Quando è utile chiedere un supporto psicologico
Il bullismo lascia tracce profonde: nei bambini che lo subiscono, nelle famiglie che lo vivono da vicino e talvolta anche in chi lo ha agito.
Se riconosci alcuni dei segnali descritti in questo articolo – ritiro sociale, calo scolastico, sintomi fisici ricorrenti, ansia o paura di uscire di casa – potrebbe essere utile confrontarti con un professionista della salute mentale.
Un percorso di supporto psicologico può aiutare la persona a elaborare l’esperienza, recuperare la fiducia in sé e nelle relazioni, ritrovare un senso di sicurezza.
Per informazioni sugli studi di Roma, Palermo e Nizza scrivere una mail a g.geraci@gmail.com o consultare il sito gianfrancogeraci.com
Dipinto in Copertina di Daniela Balsamo

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