Riduzione della sofferenza psichica

Comprendere la propria sofferenza, ridurla e trasformarla è un potente motivatore nella ricerca di aiuto psicologico.
La sofferenza psichica talvolta è causata da difficoltà nel rapporto con se stessi in cui può prevalere un aspetto del carattere che riduce la nostra vitalità (rigidità, ansia, controllo, agitazione, varie dipendenze, comportamenti compulsivi, etc.). Altre volte la sofferenza deriva dal rapporto con altri che può essere insoddisfacente o disfunzionale (sessualità, dipendenze affettive, separazioni, etc.).

Sessualità

Di sesso oggi si parla, vede e sente ovunque, quasi mai con appropriatezza. Questa situazione genera caos informativo e banalizzazione.

La sessualità può essere un problema in molte persone che vivono relazioni consolidate. Il desiderio sessuale può oscillare, essere incostante, essere tortuoso generando un disagio che va da vissuti spiacevoli fino a veri e propri disturbi della sfera sessuale.

Le questioni legate alla sfera sessuale sono spesso esacerbate dall’incapacità diffusa tra le coppie di parlare di questi argomenti, come se farlo volesse dire dichiarare un fallimento in atto.

A livello individuale le questioni sulla sessualità possono essere quelle relative ai propri desideri, al proprio orientamento sessuale, al proprio genere, alla sensazione di inadeguatezza o disagio che la sessualità porta con se.

Parlare di sesso in una psicoterapia può consentire di scoprirsi individui dotati di una propria particolarità e svincolarsi da falsi modelli, pensati per tutti e validi per nessuno.

Dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva è un vero e proprio disagio. Che può portare la persona dipendente ad essere ossessionata dall’altro, a giustificare e sopportare qualsiasi mancanza di rispetto, a dimenticarsi di sé chiudendosi nella relazione. Altra caratteristica di questa dinamica è di cercare di cambiare il partner perché diventi somigliante a ciò che si vorrebbe che fosse.

I sintomi della dipendenza affettiva possono essere perdita di serenità e autostima, gelosie ingiustificate, un senso di vuoto e di smarrimento in assenza del partner, timore di essere rifiutati e ansia nel rapportarsi con il partner.

La dipendenza affettiva di solito si instaura verso un partner sfuggente, molto occupato o impegnato in un’altra relazione. Oggi la ricerca ci dice che spesso questo partner ha i tratti di una personalità narcisistica. L’aiuto psicoterapeutico consente di scoprire e curare le cause di tale disagio nei vissuti infantili della persona dipendente: esperienze di abbandono, trascuratezza, deprivazione affettiva, ecc.

Non è possibile costruire una sana relazione con l’altro se prima non si stabilisce una buona relazione con se stessi. Non si può parlare di amore se nella relazione si sperimentano soprattutto ansia, infelicità, manipolazione controllo dell’altro. Con il tempo la psicoterapia può dare l’opportunità di vivere una relazione meno tormentata, e modificare lo stato di immobilità tipico della dipendenza affettiva.

Essere single

Oggi della solitudine si ha soprattutto paura. Come per esorcizzarla le persone si telefonano, si mandano e-mail e messaggi; chattano in continuazione. Si è finito per considerare ovvio questo continuo “esser connessi”, questo vivere perennemente in una rete di relazioni.
Da un punto di vista psicologico la solitudine è una condizione di per sé neutra. Essa certamente può accompagnarsi a sofferenza se correlata a disturbi come: l’isolamento affettivo, difficoltà relazionali e stati depressivi.

Inoltre troviamo il vissuto di solitudine, insieme a tristezza, dolore e oppressione  nelle condizioni di lutto o separazione.
L’analisi di questi vissuti in psicoterapia consente con il tempo di non sentire la condizione di solitudine come portatrice di sofferenza o disagio.
Il rapporto psicoterapeutico può favorire la ricerca di condizioni volte all’arricchimento interiore, ad un migliore rapporto con la realtà e a un dialogo con le parti più autentiche di se stessi.

Tutto questo può trasformare la solitudine nella “capacità di star soli” come segno di una buona evoluzione e come elemento caratterizzante la persona pienamente realizzata.

Nuove forme di  dipendenza

Sempre più frequentemente si assiste alla richiesta di aiuto da parte di persone che sperimentano  modalità di dipendenza sconosciute fino a pochi anni fa. Queste, al pari della dipendenze più “classiche”,  limitano fortemente l’autonomia della persona, ne bloccano l’evoluzione, danneggiano le relazioni e le economie, generando forme di sofferenza sempre maggiore. Parliamo di:

  • dipendenza dalle nuove tecnologieinternet (ricerca ossessiva di informazioni), smartphone, giochi on-line, Gioco d’azzardo, social-network e pornografia on-line;
  • gioco d’azzardo compulsivo (GAP);
  • shopping compulsivo, anche on-line;
  • dipendenza affettiva , anche nella modalità on line;
  • dipendenza dal lavoro;
  • dipendenza da attività fisica (vigoressia);
  • dipendenza ossessiva dal mangiare sano e naturale (ortoressia) o complicato rapporto con il cibo;
  • Dipendenza da sessualità promiscua

Personalità rigide

Alcune persone apparentemente perfettamente adattate, sono in realtà caratterizzate da un rigido adeguamento alle richieste del proprio ambiente. Ciò si esprime attraverso modalità comportamentali compiacenti o a una ossessiva osservanza delle regole sociali fino a reprimere bisogni e aspirazioni personali.

Queste persone riconoscono le proprie emozioni con difficoltà e quindi finiscono per aderire alle aspettative altrui come unica possibilità di essere riconosciuti e accettati.  Ecco che possono sorgere dei sintomi: senso di vuoto, problemi nelle relazioni intime, vissuti di vergogna, sensazione di indossare una maschera.

Le origini di questo iper-adattamento (o normopatia) vanno rintracciate nella storia della persona. Nello spazio dell’incontro terapeutico è possibile comprendere quelle funzioni protettive che l’iper-adattamento nasconde. L’obiettivo terapeutico in questi casi è rendere maggiormente flessibile la personalità dell’individuo, più plastici i suoi comportamenti, liberandolo dalla sofferenza psicologica che la rigidità aveva determinato.