Attacchi di Panico: qual è l’origine e come affrontarli

attacchi di panico - origine e psicologia

Cosa sono gli attacchi di panico?

L’attacco di panico insorge in modo improvviso e inaspettato, generando una percezione di crollo fisico ed emotivo. Le sensazioni dominanti sono terrore acuto, paura intensa e, spesso, la sensazione di morire.

Questa esperienza segna spesso una soglia nella vita di chi la sperimenta. Da quel momento, il soggetto sviluppa un timore ricorrente che l’attacco possa ripresentarsi,  attivando comportamenti di evitamento: limitazioni della propria libertà personale, rinunce a esperienze e spostamenti, riduzione delle scelte di vita.

Ansia generalizzata e attacco di panico: quale legame?

L’attacco di panico rappresenta spesso l’estremità più grave di una condizione di ansia generalizzata. Una condizione ansiosa più ampia e radicata fa sì che molti soggetti convivano con un’ansia generalizzata che percepiscono come parte del loro carattere, con sintomi emotivi che vanno da lievi a profondamente intrusivi e invalidanti. Questa condizione può diventare un peso esistenziale dal quale si desidera liberarsi.

Una lettura psicodinamica dell’ansia e degli attachi di panico

Una visione psicodinamica porta a collegare l’origine del disturbo d’ansia con le difficoltà relative alla crescita e alla strutturazione della propria personalità.

Attaccamento infantile e insicurezza emotiva

Ricerche cliniche indicano che esperienze precoci di separazione dai genitori, traumi non elaborati o ambienti familiari disfunzionali sono fortemente correlati a una condizione di ansia che può sfociare in un attacco di panico.

Il panico dunque riporterebbe drammaticamente nel presente una sofferenza che non è stato possibile elaborare nel passato, qualcosa che è avvenuto sia all’interno della personalità, sia nelle relazioni interpersonali, e che ora richiede di essere integrata e accolta.

Attacco di panico e sistema di attaccamento

Il disturbo d’ansia, che va da forti stati d’ansia all’attacco di panico vero e proprio, si manifesta dunque come il fenomeno più eclatante di una accentuata sensibilità alla perdita della sicurezza e della protezione.

Il disturbo di panico riflette una marcata ipersensibilità alla perdita di sicurezza, e della protezione. Il soggetto affetto da disturbo di panico tende, spesso inconsapevolmente, a collocare se stesso in una zona di “tranquillità” che però è assai angusta e riduttiva perché può essere facilmente minacciata sia da una nuova simbolica separazione sia da un possibile nuovo attaccamento (a una persona, o situazione).

Stili di attaccamento e la costruzione del senso di sè

Una storia infantile caratterizzata da alcune problematiche gravi di attaccamento (attaccamento insicuro, evitante, ambivalente o disorganizzato), impedisce che la maturazione emotiva coincida con lo sviluppo del soggetto. Se c’è una storia precoce di ansia dovuta a problemi di attaccamento, è molto probabile che l’acquisizione di un senso di sé adulto, risulti difficile.

l concetti di Vero e Falso Sé

Alcuni importanti autori hanno parlato della necessità, in persone con queste vicissitudini, di sviluppare una rappresentazione di sé che li protegga da tanta fragilità.

Autori come Hellen Deutsch e Donald Winnicott hanno descritto il concetto di Falso Sé come una difesa costruita per affrontare la vulnerabilità: il falso sé prende infatti la funzione di una maschera, di uno scudo nei confronti della realtà esterna e delle relazioni interpersonali sentite come minacciose. 

Il “Falso Sé”, che nasce dunque come difesa, può arrivare ad alimentarsi più o meno inconsapevolmente a dismisura fino ad essere di fatto il vero ostacolo ad una autentica partecipazione alla vita: agganciandosi infatti a tratti personali narcisistici, esibizionistici e a idealizzazioni di sé astratte, può finire per guidare il soggetto verso una autoaffermazione distante dalla propria autentica natura (il Vero Sé).

Si comprende dunque come una difesa “Falso Sé” troppo sviluppata può rendere precario l’equilibrio del soggetto e può far percepire come minacciosa una crisi o cambiamento di qualunque genere, anche potenzialmente positiva (un nuovo lavoro, un amore, un viaggio, ecc). 

Un Falso Sé si alimenta di aspetti imitativi, di idealizzazioni, razionalizzazioni e frammenti di identità illusorie, e si mantiene attivo proprio attraverso il rifiuto delle emozioni più profonde: questo disconoscimento della propria più profonda emotività può portare a anaffettività e scarsa empatia e a far percepire un evento, un cambiamento, o un’esperienza che tocca il soggetto come catastrofico.

L’attacco di panico e la perdita catastrofica della sicurezza

Chi ha avuto un attacco di panico sa che si caratterizza per la perdita catastrofica della sicurezza e l’emergere di vissuti emotivi prima negati ed elusi. La persona sperimenta infatti una percezione di vulnerabilità e frammentazione di ciò che si ritiene essere la propria identità che può sfociare in atteggiamenti depressivi o paranoidi.

Come affrontare gli attacchi di panico?

L’attacco di panico è un evento drammatico, ma può anche considerarsi una esperienza del proprio limite. Esso annuncia al soggetto che il tempo di difendersi dal mondo e dalle emozioni come si è sempre fatto è oramai finito. Sebbene traumatico, l’attacco di panico può rappresentare perciò anche un segnale trasformativo e essere considerato positivamente se costringe il soggetto a prendersi cura finalmente di quegli aspetti di sé finora misconosciuti o negati. Questo può avvenire solo all’interno di una relazione psicoterapeutica.

L’attacco di panico Il ruolo della psicoterapia

La relazione psicoterapeutica aiuta e supporta il paziente a svelare parti di sè taciute o ignorate attraverso un dialogo interno finalmente più autentico. Nello spazio privato e protetto della terapia, possono finalmente essere ricercati quei tratti autentici, riconosciute le emozioni eluse, ricordati ed elaborati gli eventuali traumi subiti. 

Nel dipanare la matassa della propria storia sarà possibile trovare le tracce del Vero Sé in azione, mai del tutto sconfitto, che cercava solo un luogo da cui ripartire. Questa parte più autentica, riconosciuta, valorizzata, incoraggiata presto tornerà ad essere ciò che alimenta la vera personalità: una singolare originalità pronta ad esprimersi nel mondo.

Se vuoi iniziare un percorso di psicoterapia contattami: g.geraci@gmail.com