Cos’è il Coming Out?
Coming out significa letteralmente “venire fuori”. Con questo termine si descrive il momento in cui una persona dichiara apertamente la propria omosessualità o identità LGBT+. Tuttavia, non si tratta di un singolo momento o un processo univoco, ma di un percorso che dura nel tempo e che può variare da persona a persona.
Ci sono individui che hanno fatto il coming out al lavoro, ma non con i propri familiari, altre solo con gli amici più stretti o altre ancora che sono apertamente gay e vivono pienamente la propria identità. Si tratta di un processo importante, che coinvolge profondamente non solo l’individuo ma anche chi lo circonda, offrendo a tutti un’opportunità di grande crescita emotiva: personale e relazionale. Il coming out inizia con un processo di consapevolezza interna. E’ prima di tutto il prendere coscienza di se stessi, un riconoscimento emotivo di sé: riconoscere la propria identità, identificare i propri bisogni e cercare di soddisfarli. Solo successivamente si affronta il confronto con l’ambiente esterno.
Nel contesto di supporto psicologico LGBT+ esistono diversi modelli, in quello di Coleman si descrive come poter supportare un cliente individuandone sommariamente il momento evolutivo in 5 stadi che descrivono le tendenze predominanti nello sviluppo identitario delle persone LGBT+.
1. Fase di Pre-Coming Out e Autostima
Secondo il modello di Coleman, nella fase del pre-coming out l’identità di genere è già presente e formata intorno ai 3 anni, influenzata dai valori familiari e culturali: i bambini apprendono infatti i valori etici delle loro famiglie e del gruppo sociale.
In molti contesti, l’omosessualità viene percepita come sbagliata: nelle situazioni in cui i bambini riconoscono in sé sentimenti diversi da quelli normativi, quando scoprono le proprie inclinazioni omosessuali possono sperimentare confusione, solitudine, senso di diversità.
Spesso si mettono in atto meccanismi di difesa come negazione, repressione, razionalizzazione che diventano pericolosi se troppo rigidi: i sentimenti omosessuali sentiti anche sgradevoli vengono infatti rigettati attraverso vere e proprie difese psicologiche, ma ogni volta che una persona nega l’esistenza dei propri sentimenti o evita di esprimerli si procura una ferita psicologica. In definitiva nel pre-coming out le persone non sono spesso nemmeno consapevoli dei loro sentimenti omosessuali o nei casi in cui hanno consapevolezza di sé, questa è spesso accompagnata da bassa autostima, vergogna, senso d’indegnità o sentita come una parte scissa della loro personalità.
2. Il Momento del Coming Out: riconoscere i propri sentimenti omosessuali
La fase successiva è quella del coming out consapevole. Qui l’individuo inizia a riconoscere i propri sentimenti omosessuali, pur non avendo una chiara comprensione di ciò che essi significano, ne riconoscendosi pienamente nelle immagini sociali dell’omosessualità o negli stereotipi sociali LGBT+.
Si iniziano a collegare emozioni, fantasie e desideri a se stessi, accettandoli. Successivamente nasce il bisogno di condividere questa parte e di dirlo a persone significative. È un momento fragile e potente allo stesso tempo: a seconda delle reazioni al coming out ricevute, questa fase infatti può portare sia alla gioia e liberazione dell’accettazione, che alla ferita e al dolore del rifiuto degli altri.
3. L’esplorazione: la nuova Identità Sessuale
Questa fase è simile a una seconda adolescenza. La persona inizia a sperimentare la propria identità attraverso esperienze sessuali e sociali. Spesso queste persone non hanno avuto queste esperienze quando avrebbero dovuto averle: ciò permette di comprendere i loro vissuti, che sono quelli del collegare fantasie e esperienze reali, stereotipi e reali conoscenze.
L’esplorazione è fondamentale per formare un’identità sessuale coerente e matura.
4. Stadio della prima relazione LGBT+: l’intimità Emotiva
Dopo la fase esplorativa, emerge il desiderio di costruire una relazione: in questa fase il bisogno di intimità e approfondimento prende il posto del desiderio di fare quante più esperienze possibili. Vi è la spinta ad integrare attrazione fisica ed emotiva. Tuttavia il desiderio di far funzionare una relazione gay e lesbica, spesso si scontra con un modello relazionale fondamentalmente eterosessuale, e ciò può generare conflitti, paure, incomprensioni. In questa fase un supporto psicoterapeutico può aiutare a riconoscere i modelli interni e costruire relazioni più sane e consapevoli.
5. Integrazione dell’Identità e Vita Quotidiana
Il percorso culmina in una fase di integrazione dell’identità LGBT+. Il cammino dell’identità passa attraverso difficoltà sia interiori che esteriori che rendono dura la sua marcia verso l’autoriconoscimento e la maturità.
In questo stadio l’individuo incorpora la propria immagine pubblica e privata dentro la propria immagine di sé. Si scoprono nuovi sentimenti e nuove possibilità di descriversi, di comunicare. Sarà possibile esplorare nuove forme di vita sociale e di intimità relazionale e costruire una nuova narrativa personale. Probabilmente qui si potranno da un lato consumare inevitabili separazioni, dall’altro aprirsi ad amici, colleghi e familiari.Questo processo porta la persona a sperimentare un senso dinamico di integrità e di unità di sé stesso nel mondo.
Quando è utile rivolgersi a uno psicologo esperto LGBT+
Durante le varie fasi del coming out è normale attraversare momenti di paura, confusione o isolamento. Uno psicologo esperto in tematiche LGBT+ può offrire uno spazio sicuro e non giudicante, utile per:
- Aumentare l’autostima e il senso di valore personale
- Affrontare l’ansia legata al coming out in famiglia o sul lavoro
- Lavorare sulle relazioni affettive e sentimentali
- Integrare l’identità sessuale in modo sano nella vita quotidiana
Se riconosci te stesso o un tuo caro in una di queste fasi di vita e c’è bisogno di aiuto, il supporto giusto può fare la differenza.
Se senti di aver bisogno di supporto, contattami: g.geraci@gmail.com
