Cosa succede dopo un evento traumatico: sintomi, conseguenze e guarigione

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Vivere un evento traumatico può avere conseguenze significative non solo a livello emotivo, ma anche sul piano fisico e neurologico.

Trauma psicologico: l’impatto sul corpo e sul cervello

I traumi psicologici lasciano un’impronta nel corpo e nella mente di chi ne è stato vittima. Le ricerche neuroscientifiche dimostrano infatti che le persone che hanno vissuto esperienze traumatiche importanti presentano alterazioni misurabili a livello cerebrale, come una riduzione del volume dell’ippocampo e dell’amigdala – aree coinvolte nella memoria e nella gestione delle emozioni. 

Queste scoperte, avvenute negli ultimi anni grazie all’utilizzo di strumenti di indagine sempre più sofisticati, gettano luce sulla stretta connessione mente-corpo. Ciò che ha un impatto emotivo molto forte si ripercuote anche a livello somatico e cerebrale: risulta quindi evidente che intervenire a livello psicologico direttamente sull’elaborazione di questi eventi traumatici abbia un effetto anche sulla neurobiologia del nostro cervello.

Risposta fisiologica allo stress e recupero spontaneo

Subito dopo aver vissuto un evento traumatico, il nostro organismo e il sistema nervoso attivano reazioni di stress fisiologiche. In circa il 70-80% dei casi, queste reazioni si risolvono spontaneamente, senza necessità di un intervento clinico o specialistico.

Questo avviene perché l’innato meccanismo di elaborazione delle informazioni presente nel cervello di ognuno di noi è stato in grado di integrare le informazioni relative a quell’evento all’interno delle reti mnestiche del nostro cervello. Quando questo accade riusciamo ad elaborare il trauma: rendendolo “digerito”, ricollocandolo in modo costruttivo e adattivo all’interno della nostra capacità di narrare l’accaduto e integrandolo nel racconto della propria esperienza di vita, ossia nella nostra memoria autobiografica.

Quando il trauma resta “bloccato”

Quando questo processo non avviene, il trauma può restare “bloccato” nel sistema nervoso. Alcune persone continuano a soffrire per un evento traumatico anche a distanza di moltissimo tempo dall’evento stesso. Sperimentano cioè sintomi tipici del trauma psicologico: spesso riportano di provare le stesse sensazioni angosciose e di non riuscire per questo motivo a condurre una vita soddisfacente dal punto di vista lavorativo e relazionale. Flashback, angoscia persistente, disturbi relazionali e difficoltà nella vita quotidiana: in questi casi, quindi, il passato è presente.

Sintomi e segnali di un trauma non elaborato

Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD)

Questo quadro sintomatologico, che può arrivare fino a delinearsi in un Disturbo da Stress Post-Traumatico, è caratterizzato appunto dal “rivivere” continuamente l’evento traumatico, una riattivazione in cui si continuano a provare tutte le emozioni, sensazioni e pensieri negativi esperiti in quel momento. E’ proprio quando ci si rende conto che le reazioni sono di questo tipo e che la sofferenza è significativa che è necessario chiedere aiuto ad uno specialista, uno psicoterapeuta specializzato in elaborazione del trauma. 

Di seguito riporterò alcune informazioni importanti da tenere presente quando si ha a che fare con persone che sono state esposte ad un evento traumatico. Esse possono essere un valido aiuto per comprendere quali siano le risposte tipiche a seguito di un evento di tale portata e quando è necessario intervenire con un supporto specializzato.

Trauma psicologico: bisogni e reazioni comuni

Le persone esposte a traumi importanti necessitano spesso di alcune condizioni per poter avviare un processo di guarigione:

  • Parlare dei propri pensieri e sentimenti con una persona di fiducia. È importante considerare il fatto di aver bisogno di un aiuto di una persona di fiducia per superare il momento.
  • Mantenere, se possibile, una certa routine quotidiana. Ad esempio tornare al lavoro al più presto: anche se la capacità lavorativa sarà ridotta perché ci si potrebbe stancare facilmente.
  • Accettare che emozioni intense siano una reazione normale.
  • Darsi il tempo necessario per recuperare energia e lucidità, in sostanza per riguadagnare le proprie forze.

Reazioni psicofisiche immediate dopo un evento traumatico

Sono le reazioni che in realtà ci proteggono da un crollo psicologico: 

  • Senso di irrealtà: Si ha la sensazione di essere dentro a un film, le scene si svolgono come al rallentatore, i sensi sono acutizzati per fare una rapida valutazione dei pericoli presenti nella situazione, cercando delle vie d’uscita o altre soluzioni. Subito dopo aver sperimentato un’esperienza traumatica, la realtà quotidiana attorno a noi può sembrare irreale o irrilevante, come se ci trovassimo sotto a una campana di vetro o in mezzo ad un incubo. Una realtà distorta.

Reazioni fisiche: è normale sperimentare brividi, tachicardia e senso di nausea. In genere si sente caldo o freddo, oppure paura di stare da soli, bisogno di vicinanza, di contatto fisico, di un supporto e aiuto concreto.

Conseguenze psicologiche a medio e lungo termine

  • Pensieri intrusivi: immagini o ricordi improvvisi dell’evento. Arrivano involontariamente pensieri e immagini di quello che è successo. Compaiono soprattutto in momenti di rilassamento, ad esempio prima di dormire e si accompagnano ad un senso di disagio.
  • Disturbi del sonno: insonnia, sogni ricorrenti, incubi. In genere il sonno è più leggero: ci si sveglia spesso e si hanno degli incubi o sogni ricorrenti dell’evento.
  • Associazione con stimoli:  È comune che alcuni stimoli ambientali, persone o situazioni richiamino l’evento in modo involontario. Questo è dovuto al fatto che l’evento viene associato ad altri fattori che provocano un certo malessere o ansia. Ovviamente lo stimolo da solo, se non venisse associato all’evento traumatico, non genera alcun disagio. Suoni, odori o situazioni riattivano il ricordo traumatico.
  • Difficoltà di concentrazione: calo dell’attenzione, fatica nel leggere o seguire un film.
  • Sintomi fisici: stanchezza cronica, nausea, tensione allo stomaco.
  • Disperazione: perdita di senso e difficoltà a pensare al futuro. È difficile accettare i fatti attuali e non si riesce a pensare al domani in modo adeguato.
  • Senso di colpa: Si ha senso di colpa ad esempio per essere sopravvissuti quando un’altra persona è morta o ferita gravemente. C’è una tendenza a colpevolizzarsi per non avere fatto a sufficienza. È comune dirsi: “Se solo io avessi…” o “non ho fatto abbastanza…”
  • Vulnerabilità: irritabilità, distacco emotivo, incomprensioni relazionali. Paura del futuro oppure impazienza e irritazione con gli altri, soprattutto con i familiari. Indifferenza verso cose che prima dell’incidente erano molto importanti per la persona. Questo a volte crea incomprensione con gli altri da cui scaturiscono ulteriori difficoltà.

Domande esistenziali, il significato della vita: le persone pensano ripetutamente a quello che è successo per cercare di capire e dare un senso a quanto accaduto. Sono molto comuni pensieri riguardanti la vita e la morte e le cause che hanno portato all’evento traumatico vissuto. Ci si rende conto di essere estremamente vulnerabili e si è in apprensione rispetto all’eventualità che l’evento traumatico possa ripresentarsi nuovamente.

Quando è necessario il supporto psicologico

Questi sintomi non devono essere ignorati. Se persistono nel tempo, è essenziale consultare un professionista della salute mentale per avviare un percorso di elaborazione del trauma e recuperare il benessere psicologico.

Se senti di aver bisogno di supporto, contattami: g.geraci@gmail.com