Troppi incidenti, per essere veri

Upset driver After Traffic Accident

La ricerca psicologica ha da tempo posto in luce come negli adolescenti raramente la sofferenza psichica venga espressa direttamente. Questa spesso è mascherata ora da comportamenti rischiosi ora da sintomi corporei.Gli  adolescenti che inconsapevolmente nascondono dietro i disturbi del corpo difficoltà emotive, non chiedono l’aiuto di uno psicologo mentre sovente si rivolgono al medico di famiglia o al servizio sanitario per i problemi somatici.

I medici di base e sportivi, il pronto soccorso o il servizio sanitario nazionale sono i luoghi in cui gli adolescenti portano le loro ferite reali o immaginarie. Se in questi luoghi ci fosse un ascolto attento, potrebbe rappresentare una preziosa occasione di integrazione e consapevolezza.

In questo contesto si inserisce una ricerca (P. Carbone, Le ali di Icaro, Edizioni Boringhieri)  di  cui vorrei qui rendere note alcune delle sorprendenti conclusioni. Un gruppo di qualificati psicologi ha intervistato, in 5 grandi ospedali romani, un significativo numero di adolescenti ricoverati per lesioni da incidenti di varia natura (stradali, sportivi, nel tempo libero…) allo scopo di mettere in luce il contesto affettivo nel quale l’incidente si è prodotto.

L’indagine, condotta in maniera statisticamente corretta, mette subito in luce un fatto di grande importanza: più della metà dei ragazzi ricoverati aveva già avuto incidenti con serie conseguenze, alcuni erano già al loro terzo o quarto ricovero!

Inoltre, proprio i ragazzi polincidentati provengono da famiglie in cui ci sono stati molti incidenti occorsi ad altri componenti, soprattutto padri e fratelli. Già da sé questi dati dovrebbero farci riflettere su come i cosiddetti “incidenti” forse non sono un fenomeno poi cosi “casuale”, ragazzate senza senso o al più fatalità.

Andando avanti nella ricerca si scopre che questi ragazzi presentano più difficoltà dei loro coetanei in molte aree della loro vita, sia nel passato che nel presente. Eccone alcune: i ragazzi polincidentati provengono da famiglie in cui si sono verificati più problemi (traumi, incidenti, decessi…); tutti sono andati incontro a difficoltà scolastiche ripetute, molti, infine, descrivono conflittualità familiari e delusioni sentimentali. Interrogati sugli eventi del passato remoto o recente, la maggioranza tende a ricordare per lo più quelli negativi.

Discutendo con i ragazzi,  i ricercatori osservano come tutte queste difficoltà siano andate per lo più progressivamente aumentando, aggravandosi dall’infanzia all’anno precedente all’incidente. Sembra che in queste storie si configuri un crescendo di problematiche che finisce per  culminare nell’incidente stesso. Gli incidenti, sulla base di questi dati, possono essere interpretati come la manifestazione di problemi e sofferenze non elaborabili dai ragazzi.

La sofferenza psichica non affrontabile dalla quale l’adolescente fuggiva diventa adesso, “grazie all’incidente”, sofferenza fisica. Questa è più facilmente affrontabile sia perché è “fuori” e non dentro, sia perché tutti i ragazzi si percepiscono un po’ immortali.

Questa preziosa ricerca dimostra che non va sottovalutato il contesto psicologico nel quale si realizza l’incidente. Con questa consapevolezza è possibile opposi al “fato” facendo prevenzione e soprattutto concentrandola sugli adolescenti che hanno avuto più di un incidente.

Come fare prevenzione? Sensibilizzando quegli operatori sanitari (medici di pronto soccorso, sportivi, di famiglia, fisioterapisti, infermieri…) a cui tanti adolescenti si rivolgono nell’urgenza di traumi o dolori che nascondono il significato affettivo di una richiesta di aiuto.

Troppo spesso si assiste da parte di tutti questi adulti, a risposte carismatiche del tipo «Non hai niente» o interventi “tecnici” focalizzati esclusivamente sul sintomo, sulla ferita o sulla frattura.

Cominciamo a riflettere sul fatto che, in tutti questi casi, al di là dell’immediato sollievo, ciò che si sta in realtà consumando è il fallimento delle potenzialità terapeutiche di un vero incontro.

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